Perché la carta stampata non può morire
Che odore ha il tuo smartphone?
Quale suono produce il tuo dispositivo quando scuoti un articolo?
Che cosa senti leggendo un testo illuminato da una luce che affatica gli occhi?
Se la lettura su schermo ti dà sollievo, puoi fermarti qui, non hai bisogno delle emozioni che evocano i ricordi, del gesto di voltare una pagina o dell'odore irripetibile della carta mescolato all'inchiostro, puoi tornare ai tuoi dispositivi freddi e perfettamente standardizzati.
Per tutti gli altri, la carta conserva ancora una forza precisa.
La materia rende visibile il contenuto
Sentire il peso di un libro, aggiornarsi durante la colazione leggendo un giornale, sfogliare una rivista le cui pagine sono ancora unite dal passaggio della lama, riconoscere l'importanza di ciò che stiamo per leggere attraverso l'odore della carta e dell'inchiostro, sono sensazioni che confermano la presenza del corpo nell'esperienza della lettura.
Ogni volta che entriamo in contatto tattile con un materiale, la percezione attiva una risposta nel sistema nervoso, il cervello riceve segnali, li interpreta e costruisce associazioni, da qui nascono attenzione, memoria ed emozione.
Un progetto editoriale non si limita a disporre testi e immagini, costruisce una relazione coerente tra contenuto, supporto e percezione, il design editoriale definisce la gerarchia, la proporzione, il ritmo e la scelta dei materiali, nella fase di stampa ogni decisione può amplificare la comprensione del messaggio.
Pensare al supporto di una copertina, alla rilegatura o al tipo di inchiostro significa rendere fisici elementi altrimenti eterei, la memoria, quando incontra una materia, trova un luogo in cui depositarsi. La mente si attiva e il corpo partecipa, l'attenzione cresce insieme alla curiosità.
La variazione è parte dell'esperienza
I materiali organici cambiano, assorbono umidità, reagiscono alla luce e modificano la propria superficie nel tempo. Non sono neutri e non sono immobili: portano con sé una traccia dell'ambiente in cui vivono.
Il digitale, per quanto animato e intelligente, presenta invece un'esperienza più uniforme, il supporto resta uguale in ogni circostanza, questa prevedibilità può essere efficiente, ma tende a ridurre la sorpresa e a trasformare la lettura in un gesto puramente funzionale.
Poi c'è il gesto.
Con un clic possiamo attraversare cento pagine in pochi secondi, ma nel farlo perdiamo una parte dell'istinto fisico che accompagna la lettura.
Prova a osservare la tua mano mentre volti una pagina, il movimento ricorda quello di un artista che lavora sulla tela. C'è chi sfoglia in modo nervoso e irregolare, chi procede lentamente, chi spinge l'angolo con il pollice dal basso verso l'alto, chi accompagna il foglio con l'indice e chi afferra il bordo superiore imprimendo una piccola rotazione al polso.
Anche in un gesto semplice ci esprimiamo, ogni modo di sfogliare racconta uno stato d'animo e produce suoni che non si ripetono mai nello stesso modo.
Carta, luce e qualità della lettura
La carta assorbe la luce e restituisce una superficie meno aggressiva per l'occhio, la stampa utilizza una sintesi cromatica sottrattiva, mentre gli schermi lavorano attraverso una sintesi additiva ed emettono luce.
La differenza non è soltanto tecnica, quando leggiamo su uno schermo l'occhio deve gestire il contrasto con una sorgente luminosa che arriva direttamente dalla superficie, per questo, dopo molte ore, la lettura digitale può risultare più faticosa, soprattutto in condizioni di luce non adeguate.
Anche il momento della giornata conta, la lettura su carta prima di dormire tende a favorire una transizione più tranquilla verso il sonno, al contrario, l'esposizione serale alla luce degli schermi, in particolare alle componenti blu, può interferire con il ritmo circadiano e rendere più difficile addormentarsi, la qualità del sonno incide sulla salute, scegliere il supporto giusto è una forma semplice di attenzione quotidiana.
La stessa informazione, un'esperienza diversa
Da amante della cucina italiana, paragonerei tutto questo alla differenza tra un piatto di pasta preparato con pomodoro, basilico e ingredienti freschi e una pasta ottenuta da un concentrato industriale.
L'obiettivo resta lo stesso: nutrire il corpo, ma quale delle due esperienze richiama i colori della campagna, i profumi dell'infanzia e la consistenza di una materia naturale? Quale riporta alla memoria le mani di tua madre o di tua nonna mentre preparavano il pranzo?
Il contenuto può essere identico, la relazione con quel contenuto cambia completamente.
Non propongo di eliminare i tablet o di leggere esclusivamente su carta, propongo di usare ogni supporto con consapevolezza: al mattino, un buon giornale, durante la pausa pranzo, una rivista, dopo il lavoro, un film sullo schermo, la sera, prima di dormire, qualcosa di stampato.
Lascia che sia la materia a influenzare i tuoi pensieri e, forse, anche i tuoi sogni.
S. Forcina / Design Director
For 46 pgs magazine