GUCCI - eyewear
Una narrazione visiva per Gucci eyewear che usa l’anacronia e il design Olivetti per mettere in relazione professione, memoria e cultura digitale.
La premessa strategica
Come si può raccontare un oggetto contemporaneo senza ricondurlo al suo tempo? Il progetto nasce all’interno di una call creativa per Gucci, con un vincolo chiaro: un modello della linea eyewear doveva occupare il centro assoluto della narrazione visiva.
La sfida strategica
Le restrizioni pandemiche avevano moltiplicato i progetti collaborativi nei canali digitali. Serviva un contesto narrativo capace di sostenere il prodotto senza assorbirlo, conferendogli una funzione culturale oltre che estetica.
Il processo e la visione
La ricerca ha attraversato il patrimonio storico di Gucci e la sua direzione creativa contemporanea, fino a individuare una possibilità di anacronia visiva. Il racconto si sposta al 1950, l’anno in cui la Lettera 22 di Olivetti debutta sul mercato.
La macchina da scrivere costruisce un’assonanza tra l’occhiale da vista degli anni Cinquanta e il ruolo contemporaneo dell’occhiale nell’ecosistema delle industrie creative.
La sintesi progettuale
L’anacronia non allontana il prodotto: lo mette a fuoco. L’occhiale Gucci emerge in una scena sospesa tra archivio e contemporaneità, dove il riferimento a Olivetti costruisce profondità senza sottrarre centralità all’oggetto.